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In ricordo di Enzo Righi

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In punta di piedi ci ha lasciato con nostro grande rimpianto in un anno che ha visto la perdita di importanti pilastri della nostra Associazione. Enzo era stato uno dei fondatori dell’AIRM nel 1977, ne aveva assunto la vicepresidenza e successivamente come Consigliere Scientifico ha accompagnato fino ai suoi ultimi giorni l’Associazione, generoso di suggerimenti e di consigli. Aveva conseguito più specializzazioni, ma quella che ha esercitato con assiduità è stata la Medicina del Lavoro e, entro questa, come Medico autorizzato, ha svolto l’attività di sorveglianza medica su fisici, ingegneri e tecnici dell’ENEA e dell’INFN. E in questi ambienti di ricerca tecnica e ricchi di conoscenze scientifiche ha maturato progetti di ricerca in ambito clinico trasferendo conoscenze di fisica e chimica nel contesto della Radioprotezione, la disciplina principale oggetto del suo più grande interesse, estesa alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.

Aveva così messo a punto e brevettato un sistema di puntamento per la terapia di ulcere di difficile guarigione, come quelle da decubito, tramite raggio laser, con ottimi risultati di trattamento su alcuni pazienti. In questo stesso ambito, ha partecipato, come esperto medico sulle radiazioni non ionizzanti, a gruppi di lavoro per la stesura di progetti di normativa e di linee guida e, come relatore, a congressi, convegni e tavole rotonde. Nell’ambito delle sue attività multidisciplinari ha contribuito alla scoperta di nuove specie batteriche denominate poi come “ralstonia detusculanense” e “stenotrophomonas detusculanense”.

Ma la traccia maggiore della sua presenza si ritrova nel campo delle radiazioni ionizzanti. Credo che siano stati molto pochi i congressi, i convegni e qualsiasi altra manifestazione sul tema delle radiazioni che non l’abbiano visto come relatore portare il suo contributo competente e a volte innovativo; come quando, nell’ottavo Congresso Nazionale dell’AIRM nell’isola di Ischia, assieme al compianto Mario Di Pofi e a chi scrive, ha presentato i principi teorici e pratici della “Probability of Causation” che, in un Congresso dal titolo “Radiazioni e tumori”, è stato come un sasso gettato nello stagno della Medicina Legale.

Sapeva unire la sete di sapere e la sete di comunicare e con questo spirito ha condotto per anni presso l’Università di Padova un corso di Radioprotezione rivolto a specializzandi di più indirizzi professionali. Con lo stesso connubio di qualità ha fondato e condotto per molti anni il Corso Avanzato di Radioprotezione Medica di Bressanone, che è divenuto il punto più alto di formazione in questa disciplina per i medici che svolgono l’attività di sorveglianza medica della Radioprotezione.

Un altro grosso tema al quale ha dedicato grande attenzione è stato quello delle emergenze radiologiche e nucleari anche a seguito di un evento incidentale nel quale aveva prestato assistenza medica. Era stato anche chiamato a far parte della Commissione medica per infortuni ed emergenze nucleari dell’ENEA/DISP, e successivamente aveva dedicato particolare attenzione agli strumenti diagnostici di laboratorio, organizzando all’interno dell’INFN e dell’ENEA un gruppo di ricerca e di supporto diagnostico sulla dosimetria citogenetica. Questo ha consentito di fornire risposte in termini dosimetrici e clinici a varie situazioni espositive accidentali per le quali è stata richiesta consulenza. Aveva raccolto una ricca serie di vetrini e di slides di micronuclei e di piastre metafasiche per fini didattici e per supportare le refertazioni cliniche. A seguito dei frequenti allarmi e minacce di tipo terroristico si era posto in prima linea per organizzare a livello nazionale un network diagnostico in grado di affrontare eventi radiologici in vista di uno screening di massa finalizzato ai successivi eventuali interventi terapeutici.

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Ma aveva anche una passione secondaria e di svago: la cinofilia, incentrata sul pastore tedesco. L’argomento ha appassionato le sue giornate libere e l’ha portato a seguire manifestazioni e gare di competizione e a scrivere molte dotte relazioni sulle patologie di questa razza canina. Una razza che vedeva impegnata non solo per le peculiari caratteristiche estetiche e di protezione personale, ma anche per le finalità umanitarie nelle azioni di rilevamento di ordigni esplosivi nei campi minati, residui dei conflitti bellici.

L’altra caratteristica del suo tratto umano era il saper estrarre, ogni momento, dal suo ricco repertorio la battuta, il racconto o la barzelletta più adatta per attutire i fatti e le vicende piacevoli o tristi della giornata. La Roma rossa e gialla era la sua passione, ma la città di Roma era nel suo cuore, e da “ragazzo” di “Borgo”, contrastando le politiche secessioniste, invocava l’”irredentismo pontificio”.

Addio Enzo da tutti noi con il cuore pieno di rimpianto.

G.Trenta