Intervento di Roberto Moccaldi, Presidente AIRM, a “Parola alla medicina. Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto editoriale realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos

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“Le tecnologie che utilizzano le radiazioni ionizzanti costituiscono una risorsa fondamentale in numerosi ambiti, da quello sanitario a vari impieghi industriali, fino all’utilizzo delle tecnologie nucleari per la produzione di energia. Altrettanto fondamentale è una gestione rigorosa dei potenziali rischi per la salute che deve essere affidata a specialisti preparati e competenti”. Questo, in estrema sintesi, è il contenuto dell’intervento di Roberto Moccaldi, Presidente AIRM, a “Parola alla medicina. Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto editoriale realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos.

“Le radiazioni ionizzanti sono una modalità particolare di trasferimento di energia che risulta estremamente utile in molte attività – ha spiegato Moccaldi – ma, come in tutti gli ambiti tecnologici, il loro impiego può essere associato a dei rischi per la salute sia per i lavoratori esposti che per la popolazione. I soci AIRM sono professionisti sanitari che si occupano specificamente della sorveglianza e tutela della salute dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti. Ad oggi in Italia i lavoratori esposti operano quasi esclusivamente nel comparto sanitario, ma in futuro questo scenario potrebbe cambiare”. Secondo il presidente di AIRM, infatti, “l’eventuale prospettato rilancio della produzione di energia da impianti nucleari in Italia potrebbe ampliare il numero di lavoratori coinvolti in attività che richiedono specifiche misure di radioprotezione. Se nel nostro Paese dovesse effettivamente riprendere la produzione di energia da centrali nucleari, nuove figure professionali si affiancherebbero a quelle già oggi esposte – pressoché esclusivamente nel settore sanitario – alle radiazioni ionizzanti”, osserva.

L’associazione ha maturato negli anni competenze sia sulle radiazioni ionizzanti sia su quelle non ionizzanti, che comprendono, tra gli altri, i campi elettromagnetici, con particolare attenzione alle radiofrequenze utilizzate nelle telecomunicazioni. Tuttavia, sottolinea Moccaldi, “le radiazioni ionizzanti richiedono un’attenzione specifica non soltanto per il loro potenziale impatto biologico, ma anche perché la percezione del rischio da parte del pubblico risulta distorta e spesso caratterizzata da timori ingiustificati”. Grazie alle competenze specifiche ed all’esperienza acquisite dai suoi soci nei 50 anni di vita dell’Associazione, un importante contributo che AIRM è sicuramente in grado di fornire è la collaborazione con le Istituzioni preposte per garantire una corretta e completa informazione scientifica”, afferma. “In particolare, sarà importante aiutare cittadini e lavoratori a comprendere quali siano i reali rischi associati all’impiego delle radiazioni ionizzanti e all’eventuale utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili e pacifici”.

Per AIRM, “la sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di coniugare innovazione tecnologica, sicurezza sul lavoro e divulgazione scientifica, per una reale ed efficace protezione della salute dei lavoratori esposti e della popolazione che si basi sulle evidenze e i dati scientifici piuttosto che su timori non supportati dalle reali conoscenze”, conclude il Presidente AIRM.